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Comunicato stampa

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COMUNICATO STAMPA - Donne di denari

Il ruolo della donna nella gestione del budget famigliare: prudenza e controllo ex post. La seconda edizione dell’Agos Monitor evidenzia il rapporto tra la donna e il denaro e l’approccio femminile nell’educazione finanziaria dei figli.

In occasione del Mese dell’Educazione Finanziaria promosso dal Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria del MEF, la società di credito al consumo Agos ha presentato la seconda edizione del suo AGOS MONITOR, realizzato insieme alla società di ricerche Eumetra MR e intitolato “DONNE DI DENARI: la partita dell’educazione finanziaria”. Il Monitor, presentato mercoledì 23 ottobre presso Le Village By CA, ha preso in esame il rapporto tra la donna e il denaro, il ruolo della donna nella gestione del budget famigliare, i settori e la capacità di pianificazione, il livello di educazione finanziaria suo e dei figli, le modalità con cui raccoglie le informazioni necessarie per la famiglia. Il tutto in comparazione con l’universo maschile. I risultati della ricerca sono stati introdotti da Laura Galimberti, Direttore Legale e Societario di Agos, e illustrati da Fabrizio Fornezza, presidente di Eumetra MR, durante una tavola rotonda moderata dalla giornalista Debora Rosciani (Radio24) e che ha visto la partecipazione di: Roberta Nanula (titolare della divisione educazione finanziaria del servizio tutela dei clienti e antiriciclaggio di Banca d’Italia), Antonella Nanna (responsabile della consulta giuridica di Federconsumatori), Kirsten Van Toorenburg (Responsabile Studi, Statistiche e Formazione di Assofin), Rossella Sobrero (presidente di Koinética), Ulrike Sauerwald (responsabile ricerche e knowledge management di Valore D).

L’autonomia nasce dalla pratica (anche quella obbligata)

Dalla ricerca emerge che le donne si sentono (e in buona parte, sono) protagoniste della gestione economica familiare. Dichiarano di gestire le spese più classicamente legate al ruolo tradizionale della donna (il 91% bada alle spese per l’abbigliamento ed il tessile casa, l’86% alla spesa per la famiglia, l’85% alle spese per i figli). Ma la loro sfera di influenza si estende ad argomenti storicamente più lontani, come appunto i temi di gestione del denaro della famiglia e gli investimenti (il 74% si occupa anche della gestione del risparmio). La donna in realtà dichiara di avere voce in capitolo anche in aree tradizionalmente di competenza maschile come spese pe la gestione del condominio e delle bollette (72%) o l’acquisto e la gestione di auto e moto (65%), anche se sembra trattarsi soprattutto di supporto al decisore, più che di una vera co-decisione. Questo ruolo, comunque primario, nella gestione sembra svilupparsi soprattutto nelle «nuove» situazioni famigliari (la «singleness», inclusa quella di ritorno, post separazione o vedovanza in età più matura). È in questa situazione che l’assunzione di responsabilità, necessitata, induce ad una crescita delle competenze del capitale umano femminile. Questo ruolo ad ampio spettro di autonomia risulta meno presente nelle situazioni di coppia e famigliari più classiche, dove il principio della delega e della ripartizione dei ruoli resta prevalente.

La donna custode della prudenza e del controllo, ma ex post

In ogni caso, in tutte le situazioni si registra una certa attenzione da parte della donna al controllo delle spese: il 69% lo fa frequentemente. La prudenza e la cautela sembrano essere elementi di cultura finanziaria famigliare che trovano nella donna il principale custode. Tale controllo, tuttavia, non evolve in vera e propria pianificazione finanziaria. Si tratta di un controllo – abbastanza in linea con la tradizione italiana – più ex post che ex ante, mancando ancora di fatto una vera e propria mentalità che permetta di pianificare le spese familiari. Le forme del controllo ex post: «controllo il saldo» (45%), «tengo conto delle singole spese mensili» (43%) fino ad arrivare alla forma estrema, per fortuna dichiarata da una minoranza (3%): «quando arriva l’alert della carta dell’esaurimento del tetto di spesa».