Cicloturismo in Italia: numeri, crescita e impatto economico della vacanza in bici

l cicloturismo cresce in Italia: presenze, spesa e trend della vacanza in bicicletta. Tutti i dati dal rapporto Viaggiare con la bici 2026.

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La vacanza in bicicletta piace sempre di più: numeri e trend del cicloturismo in Italia

Spostarsi lentamente, in armonia con il territorio: il cicloturismo cresce e si conferma una delle forme di turismo più dinamiche e sostenibili.

Spostarsi in bicicletta per godere delle bellezze del territorio, con lentezza e attenzione ai dettagli: il cicloturismo in Italia continua a crescere e a macinare numeri da record.

Nel 2025 ha registrato 49 milioni di presenze, pari alle notti trascorse dai turisti con le loro biciclette nelle strutture ricettive, generando un impatto economico di 6,4 miliardi di euro.

Un trend che racconta anche un cambiamento nel profilo dei viaggiatori. Sempre più donne scelgono la vacanza in bicicletta – il 47,1% nel 2025, in netto aumento rispetto al 29,7% dell’anno precedente – mentre cresce anche la presenza dei più giovani: gli under 30 rappresentano oggi il 17,4%.

Accanto a loro, un altro terzo è composto da millennial e un ulteriore terzo da viaggiatori tra i 45 e i 60 anni.

Cicloturismo in Italia: un settore in crescita anche nella spesa

I dati del 2025 assumono un significato ancora più rilevante perché, rispetto al passato, il rapporto “Viaggiare con la bici 2026” di Isnart-Unioncamere e Legambiente si concentra sui veri cicloturisti, ovvero chi sceglie la bicicletta come modalità principale di viaggio.

Non solo aumentano i numeri, ma cresce anche la capacità di spesa.

Nel 2025, infatti:

  • la spesa media per l’alloggio è stata di 69 euro al giorno (65 nel 2024)
  • la spesa per beni e servizi ha raggiunto 91 euro al giorno (70 nel 2024)

Nel complesso, il cicloturismo rappresenta il 5,5% del totale dei turisti in Italia, con un’incidenza media del 6,5% tra il 2019 e il 2025.

Le motivazioni principali riflettono la natura di questo tipo di esperienza:

  • per un turista su due conta il patrimonio culturale
  • per uno su tre la componente naturalistica
  • per uno su quattro l’enogastronomia

Un volano per i territori, oltre il turismo di massa

La vacanza in bicicletta si conferma così un importante generatore di valore per i territori, soprattutto per le aree interne e meno battute dal turismo tradizionale.

Non si tratta solo di flussi estivi. Il cicloturismo, infatti, contribuisce a distribuire presenze e ricadute economiche durante tutto l’anno, favorendo modelli di turismo più sostenibili.

A dimostrarlo è anche il comportamento dei viaggiatori più esperti. Accanto a chi sceglie il noleggio per una vacanza occasionale, cresce il numero di chi decide di investire in una bicicletta propria.

Secondo Legambiente, il 67,4% di questi utenti ha speso anche fino a 4.000 euro per l’acquisto di un mezzo sicuro e performante.

Parallelamente, si registra un forte sviluppo dell’offerta: i punti di noleggio sono aumentati del 47% dal 2019 a oggi.

E poi ci sono i campus sportivi, dai più tradizionali ai più innovativi: qui i costi partono da circa 250-400 euro a settimana per le attività giornaliere, fino a superare i 1.000 euro quando è incluso il pernottamento.

Dove si va: la geografia del cicloturismo in Europa

Ma quali sono le destinazioni più attrattive per chi viaggia in bicicletta?

Secondo il Cycle Tourism Index 2026, realizzato da Bikemonist in collaborazione con Komoot, la Croazia guida la classifica, seguita dalle Baleari.

L’Italia compare con alcune destinazioni di rilievo:

  • Trentino-Alto Adige (7° posto)
  • Sardegna (15°)
  • Liguria (23°)
  • Toscana (28°)

Il dato che emerge più chiaramente è che nel cicloturismo vince il sistema, non la singola destinazione.

Ed è proprio su questo fronte che l’Italia mostra ancora un limite: la frammentazione dell’offerta, che rende più difficile competere con realtà più integrate.

Una nuova idea di viaggio, tra sostenibilità e accessibilità

In un contesto internazionale caratterizzato da instabilità e aumento dei costi, la vacanza in bicicletta si propone come un’alternativa concreta per scoprire territori meno conosciuti, contenendo le spese.

È un modo diverso di viaggiare: più lento, più sostenibile, più vicino ai luoghi.

E sempre più accessibile anche a chi, fino a poco tempo fa, non aveva mai preso in considerazione questa possibilità.

Muovendosi lungo piste ciclabili, itinerari naturalistici e piccoli centri, il cicloturismo diventa così non solo una scelta di viaggio, ma un modo diverso di abitare il tempo libero.

I punti chiave del cicloturismo in Italia

- crescita costante di presenze e impatto economico

- aumento della spesa media dei cicloturisti

- forte partecipazione di donne e giovani

- opportunità per i territori meno turistici

- sviluppo di un turismo sostenibile e destagionalizzato

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