I dati del 2025 assumono un significato ancora più rilevante perché, rispetto al passato, il rapporto “Viaggiare con la bici 2026” di Isnart-Unioncamere e Legambiente si concentra sui veri cicloturisti, ovvero chi sceglie la bicicletta come modalità principale di viaggio.
Non solo aumentano i numeri, ma cresce anche la capacità di spesa.
Un volano per i territori, oltre il turismo di massa
La vacanza in bicicletta si conferma così un importante generatore di valore per i territori, soprattutto per le aree interne e meno battute dal turismo tradizionale.
Non si tratta solo di flussi estivi. Il cicloturismo, infatti, contribuisce a distribuire presenze e ricadute economiche durante tutto l’anno, favorendo modelli di turismo più sostenibili.
A dimostrarlo è anche il comportamento dei viaggiatori più esperti. Accanto a chi sceglie il noleggio per una vacanza occasionale, cresce il numero di chi decide di investire in una bicicletta propria.
Secondo Legambiente, il 67,4% di questi utenti ha speso anche fino a 4.000 euro per l’acquisto di un mezzo sicuro e performante.
Parallelamente, si registra un forte sviluppo dell’offerta: i punti di noleggio sono aumentati del 47% dal 2019 a oggi.
E poi ci sono i campus sportivi, dai più tradizionali ai più innovativi: qui i costi partono da circa 250-400 euro a settimana per le attività giornaliere, fino a superare i 1.000 euro quando è incluso il pernottamento.
Dove si va: la geografia del cicloturismo in Europa
Ma quali sono le destinazioni più attrattive per chi viaggia in bicicletta?
Secondo il Cycle Tourism Index 2026, realizzato da Bikemonist in collaborazione con Komoot, la Croazia guida la classifica, seguita dalle Baleari.
L’Italia compare con alcune destinazioni di rilievo:
- Trentino-Alto Adige (7° posto)
- Sardegna (15°)
- Liguria (23°)
- Toscana (28°)
Il dato che emerge più chiaramente è che nel cicloturismo vince il sistema, non la singola destinazione.
Ed è proprio su questo fronte che l’Italia mostra ancora un limite: la frammentazione dell’offerta, che rende più difficile competere con realtà più integrate.
Una nuova idea di viaggio, tra sostenibilità e accessibilità
In un contesto internazionale caratterizzato da instabilità e aumento dei costi, la vacanza in bicicletta si propone come un’alternativa concreta per scoprire territori meno conosciuti, contenendo le spese.
È un modo diverso di viaggiare: più lento, più sostenibile, più vicino ai luoghi.
E sempre più accessibile anche a chi, fino a poco tempo fa, non aveva mai preso in considerazione questa possibilità.
Muovendosi lungo piste ciclabili, itinerari naturalistici e piccoli centri, il cicloturismo diventa così non solo una scelta di viaggio, ma un modo diverso di abitare il tempo libero.
I punti chiave del cicloturismo in Italia
- crescita costante di presenze e impatto economico
- aumento della spesa media dei cicloturisti
- forte partecipazione di donne e giovani
- opportunità per i territori meno turistici
- sviluppo di un turismo sostenibile e destagionalizzato