Una volta ridotta alla fonte la quantità di calore che entra nella nostra casa, il passo successivo è quello di rinfrescare in modo efficiente le varie stanze, installando, se non lo si ha già, un sistema di climatizzazione. Questo segna una grande differenza nella vita delle persone. Un sistema poco efficiente, comprato magari molti anni fa, può tuttavia tradursi in consumi energetici elevati. Ma un modello ad alta efficienza può invece essere un validissimo strumento per ridurre sensibilmente i consumi, meglio ancora se con un sistema con pompa di calore. I costi? Si parte da un minimo di 1.500 euro per poi salire in base alle dimensioni della casa, degli ambienti da rinfrescare e della tecnologia applicata. Anche in questo caso incentivi statali e un solido finanziamento possono rendere la spesa meno dolorosa.
3. Puntare sul fotovoltaico per alimentare il raffrescamento con energia autoprodotta
L’ultimo intervento, sicuramente più costoso e impegnativo, ma di lunga durata e di maggiore impatto, è quello dell’installazione di pannelli solari. Un recente studio realizzato dal Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), ha quantificato i vantaggi del solare sui tetti nel ridurre il consumo di elettricità dalla rete in Italia: lo studio parte con il rilevare che i cambiamenti climatici sono destinati ad aumentare la domanda di raffrescamento residenziale di circa il 5% rispetto all’attuale consumo totale di elettricità domestica. Allo stesso tempo, se il solare sui tetti dovesse crescere in linea con gli attuali piani nazionali, passando da circa il 6% attuale delle famiglie al 22–24% entro il 2050, il fotovoltaico potrebbe dimezzare questo carico aggiuntivo legato al clima.
Poiché la produzione solare raggiunge il picco durante le ore più calde e soleggiate, le famiglie dotate di impianti fotovoltaici riescono a coprire una larga parte del proprio fabbisogno di raffrescamento direttamente con l’energia autoprodotta. Nelle giornate estive più calde, queste famiglie riducono i prelievi dalla rete di circa il 68% rispetto a famiglie simili senza solare, alleggerendo la pressione sul sistema proprio nei momenti di massima domanda.
Se poi, all’impianto solare si aggiunge anche un sistema di accumulo, l’energia prodotta in eccesso può essere utilizzata anche in serata o nei momenti in cui si dovesse verificare un’interruzione momentanea della corrente.
Certo l’investimento è più impegnativo (si passa ai 4 zeri), ma è supportato da incentivi statali e spesso da finanziamenti ad hoc studiati appositamente per massimizzare il profitto rendendo sostenibile l’acquisto.
Perché conviene prepararsi prima della prossima estate
Le ondate di calore stanno diventando sempre più frequenti e intense. Aspettare l'arrivo delle alte temperature significa spesso intervenire in emergenza, con tempi più lunghi e costi maggiori.
Programmare gli interventi nei mesi meno caldi consente invece di valutare con maggiore attenzione le diverse soluzioni e individuare quelle più adatte alle caratteristiche della propria abitazione.
Che si tratti di installare schermature solari, sostituire un vecchio climatizzatore o investire in un impianto fotovoltaico, l'obiettivo è lo stesso: migliorare il comfort domestico e ridurre l'impatto dei consumi energetici nel lungo periodo.
I 3 interventi chiave per combattere il caldo in casa
- - installare tende da sole, persiane o frangisole orientabili;
- - scegliere climatizzatori ad alta efficienza energetica;
- - valutare un impianto fotovoltaico con eventuale sistema di accumulo.